Video: Bayer Leverkusen-Borussia Dortmund 2-0 | Gol Bundesliga | 1 Ottobre 2016

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Migranti, domenica l’Ungheria vota il referendum su quote. La sfida di Orbàn alla Ue

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Prova cruciale per l’Europa: il premier nazionalconservatore auspica la vittoria del ‘no’ e, stando ai sondaggi, otto ungheresi su dieci sono contrari…
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“Figlio mio, ti insegno io come si corrompe”. In un libro i dialoghi del malaffare in famiglia, politica e impresa

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michele-corradino-anac“E’ normale… lo fanno tutti”. Per questo denunciare i meccanismi del malaffare non basta più. Bisogna entrare nella testa, nei discorsi, nei ragionamenti di chi lo pratica senza remore perché è convinto che farlo sia la regola, perché appunto “lo fanno tutti”. Solo così si può sperare di estirpare davvero il malcostume che affligge l’Italia da dentro la società: nelle famiglie, sui luoghi di lavoro, nelle amministrazioni e istituzioni pubbliche, nella sport e perfino tra le forze di polizia. E’ la convinzione che ha spinto Michele Corradino, commissario dell’Autorità nazionale anticorruzione e già capo di gabinetto di diversi ministeri, a setacciare le grandi e piccole cronache dell’Italia corrotta per scovare la matrice originaria del pensiero comune che giustifica e legittima come normale il dominio della quotidianità del malaffare. Un libro unico nel suo genere, rivelatore, perché attinge dal pozzo di dichiarazioni, dialoghi e intercettazioni delle inchieste giudiziarie che solitamente fanno da contorno ai fatti e invece ne sono spesso il manifesto sociale, quasi ideologico. Il libro, edito da Chiarelettere e di cui ilfattoquotidiano.it pubblica un estratto, si legge d’un fiato nonostante un chiaro intento pedagogico.

Tokyo 2020, allarme della governatrice: “Costi quadruplicati, così non ce la facciamo”

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Yuriko Koike illustra chiaramente la situazione: “Se non tagliamo drasticamente le spese nei prossimi anni rischiamo di uscire di strada”
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Roma-Inter, diretta Serie A: formazioni, info TV e streaming live

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Udinese-Lazio 0-3 | Video gol Serie A | 1 ottobre 2016

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Spagna, il segretario socialista Pedro Sanchez si dimette: Psoe a guida provvisoria. Buona notizia per Rajoy

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La sua mozione non è passata. E lui, come promesso, si è dimesso. E’ finito così, con una sfiducia e un mare di polemiche, il mandato di Pedro Sanchez alla segreteria del Psoe, il Partito socialista spagnolo. La proposta dell’ormai ex segretario è stata respinta con 133 voti contrari e 107 a favore: Sanchez aveva chiesto di organizzare le primarie a ottobre e convocare un congresso straordinario a novembre. Ieri lo stesso esponente socialista aveva affermato che se fosse stato battuto si sarebbe dimesso. E così ha fatto. I suoi oppositori, con in testa la presidente dell’Andalusia Susana Daz, hanno chiesto una direzione provvisoria alla guida del partito. Saranno accontentati. “Ho sempre creduto che il Partito socialista potesse offrire un’alternativa, ma purtroppo non è stato possibile, quindi mi dimetto. E’ stato un onore” ha detto Sanchez, secondo quanto riferisce una fonte del suo entourage.

Palestrina, usurai minacciano madre e figlio: “Se non mi dai i soldi ti sventro”. Arrestati

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L’uomo aveva contratto un debito di 30mila euro per comprare droga
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Pensioni, ecco la nuova 14esima L’assegno salirà da 504 a 655 euro

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Pensioni, ecco la nuova 14esima L’assegno salirà da 504 a 655 euro

Spagna, Psoe nel caos: Sanchez si è dimesso

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Nella riunione del Consiglio federale battuta la mozione del segretario per un congresso straordinario e primarie ad ottobre. Le conseguenze sulla formazione…